La prima edizione di “Paura e delirio”, il viaggio fra amici ideato da Vanni Oddera e Alvaro Dal Farra che ha coinvolto una trentina di ragazzi disabili e gravemente malati è giunta al termine. La quinta e ultima tappa del viaggio si è infatti tenuta in Piemonte del 9 al 12 dicembre scorsi, fra Prato Nevoso e le Langhe, ospite speciale Rocco Siffredi che ha trascorso tutte le giornate in compagnia dei ragazzi disabili e del team Daboot accompagnato anche dalla moglie e dal figlio.
Tutte le spese del viaggio sono state sostenute, come del resto anche per le tappe precedenti svoltesi su territorio italiano, dalle imprese che si sono dimostrate sensibili al progetto. In particolare in questo caso l’ente turistico di Prato Nevoso, i locali e gli alberghi della zona e alcune realtà appartenenti alla famiglia Farinetti.

Sono state giornate cariche di esperienze all’insegna del divertimento e dello spirito di libertà perché l’obiettivo vero di Paura e delirio è quello di abbattere il pregiudizio sulla cosiddetta normalità e, all’opposto, la presunta diversità. Con Paura e delirio Vanni Oddera, Alvaro Dal Farra e gli altri piloti Daboot hanno dimostrato che si può dimenticarsi davvero delle disabilità, andare insieme sulle motoslitte, sugli sci, sugli snowboard e le snow bike, saltare su un enorme cuscino gonfiabile al termine di una lunga e veloce discesa sulla neve con amici disabili senza paura di far loro del male anzi, vedendo aprirsi sulle loro facce lo sorriso divertito dei piloti Daboot che saltano con loro. Non ci sono differenze di fronte alla libertà e al desiderio di provarla ancora.

Dopo il giorno sulla neve, ecco la festa di notte. E come tutte le serate Daboot che si rispettino, ogni limite è stato abbattuto per far divertire i ragazzi come fanno i piloti del team. Con Rocco Siffredi a rispondere con grande umanità alle domande sul sesso e sull’amore, la sua famiglia così educata, unita e disponibile a dimostrare che gli stereotipi in ogni ambito sono il nemico da combattere, e la commozione che spesso si è fatta vedere in lui fino a ringraziare Vanni e Alvaro per averlo coinvolto in questo viaggio, nessuno potrà mai dimenticare quello che è successo quella sera.

Il giorno dopo ha visto ancora protagonista la montagna, stavolta spingendo le carrozzine sulla neve fino ad arrivare ad un rifugio e ammirare il panorama. Nel pomeriggio il gruppo si è spostato nelle Langhe ospite della famiglia Farinetti, visitando la cantina Borgogna e assaggiando i suoi vini pregiati. Sono stati poi alloggiati in un vero castello adibito a hotel e hanno cenato nel ristorante stellato dell’albergo. Il giorno dopo, spingendo le carrozzine nel fango, si sono tutti inoltrati nel bosco la ricerca dei tartufi in compagnia dei tartufaio della famiglia e del suo cane, dando così la possibilità ai ragazzi di vedere come si lavora sul campo. Da lì hanno visitato un’altra tenuta ricavata da una delle ville di caccia del Re Vittorio Emanuele, mangiando poi insieme in un’atmosfera d’altri tempi. Dopo pranzo il gruppo si è diviso, ciascuno è tornato alla propria vita e nel caso di alcuni di loro questo è significato sicuramente tornare alla disabilità, ai disagi che vivono in ciascuna delle loro giornate abituali. Proprio quel genere di muri che il team Daboot vuole abbattere.

“Paura e delirio è nato per scherzo. Però poi qualcuno, per primi Vanni ed io, si è accorto del valore di quello che facciamo, ci ha iniziato a seguire una troupe televisiva e questo nostro viaggio con i ragazzi disabili per abbattere tutte le differenze e gli stereotipi diventerà un docufilm e sarà visto in tv e al cinema, contribuendo così a dimostrare che i limiti, quelli veri, sono solo nella mente”, commenta Alvaro Dal Farra. “Paura e Delirio è un’avventura iniziata 11 mesi fa. Durante il viaggio abbiamo perso due amici, Cesare e Jacopo, e anche se mi auguro che non ne perderemo più so che se sarà difficile che questo non accada. Cesare e Jacopo hanno fatto solo le prime due parti del viaggio: Cesare ci ha lasciati in estate e Jacopo stava molto male anche quando è venuto con noi ed ha deciso di andarsene proprio alla fine del viaggio, pochi giorni fa. Forse è riuscito a viverlo almeno un po’ con noi tramite le foto che abbiamo condiviso in questi giorni, è il nostro piccolo eroe e lo rimarrà per sempre. Paura e delirio non finisce qui. É fatto da amici che vanno in giro per il mondo e che lanciano messaggi nuovi, il prossimo anno avremo molte cose buone da fare, nuovi viaggi e progetti da realizzare insieme. Andremo a sfondare barriere e scalini, a trasformare le salite in discese e i muri in strade. Andremo a dimostrare che la vita normale non esiste e che i diversi siamo noi”, conclude Alvaro.

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